ANNA STEVANI
BERNARDI vive a Mestre dove
studia e lavora.
La curiosità iniziale come autodidatta è divenuta gradualmente ricerca sempre più approfondita che l’ha portata a sperimentare tecniche coloristiche nuove, con la singolarità di un linguaggio personale.
La sua formazione è cominciata sotto la guida del professor Tullio Bonso e poi è proseguita presso la scuola del professor Giorgio Pettner con il quale segue corsi di grafica, acquerello, nudo e tecniche pittoriche.
La sua crescita culturale è un cammino evolutivo frutto di riflessione costante, con un percorso libero da condizionamenti, in ascolto dell’interiorità personale.
L’interesse per la persona umana, l’evoluzione dell’identità femminile e l’approfondimento del rapporto uomo/donna, diventano i soggetti della sua espressione pittorica e gli argomenti delle sue mostre.
Ha esposto in numerose gallerie, mostre personali e collettive a Venezia, Treviso, Udine, Marostica, Firenze, Milano, Roma, Assisi.
Ha partecipato a concorsi d’arte sacra a Roma e Venezia e, a richiesta, partecipa a convegni didattici con esposizione di opere e confronto con il pubblico.
“Le figure e i movimenti rotondi includono
la bellezza e la felicità. Nel movimento rotondo, nel circolo vi è l’emblema
della continuità universale e soprattutto l’emblema della vita. La pittrice con
questi quadri ha voluto lanciarci un messaggio importante e dirci. Dobbiamo
continuare, la vita è bella comunque. Con i suoi quadri lancia un messaggio
all’etere, via via fino arrivare al centro dell’anima. Punta direttamente su di
noi e lascia una traccia del suo amore per l’uomo e la natura.”
Giorgio Pilla - 2001
“L’elemento della figura umana, della
figura femminile è prevalente nella sinuosità delle linee nella dolcezza del
colore. C’è naturalmente l’eco della grande pittura post-cubista soprattutto in
chiave nordica, in chiave tedesca. Come in un miracolo, la magia delle forme
femminili, perde l’essenza e diventa ritmo. L’ha già fatto circa 80 anni fa
Severini con quei suoi quadri bellissimi delle danceures (Le ballerine). In
alcuni quadri la figura umana scompare, rimane soltanto la dolcezza del ritmo,
una musica che ritorna alle nostre orecchie, come una melodia straordinaria di
puri segni di puri colori.”
Paolo Rizzi - 2002
“La mostra è stata pensata in luogo delle
solite collettive destinate a riempire la festa dell’8 marzo. Non tanto per
esaltare la ricorrenza, quanto per rivendicare i trascurati rapporti, tra
coscienza collettiva e individuale, del concetto di femminilità, nel complesso
dei criteri dominanti, ridotti ancora agli schemi di un’ideologia superata e mai completamente
aggiornata. Concetti e caratteri che trovano pieno riscontro nei quadri di Anna
Stevani e negli accostamenti poetici di Tarcisia Delrio. accompagnati e resi
più espliciti dalla lettura dei versi e dagli abbinamenti musicali. In questo
spirito mi piace, ci piace, presentare i temi e i soggetti di Anna Stevani,
concreti da figure in virtù dell’insieme garbato dei colori scorrevoli e
disposti ad animare il sensoe il sentimento inclusi tra le
comunicazioni del quotidiano. Al di là del racconto visivo, ogni immagine sorge
e “ porta molte risposte” (è un verso della poetessa Delrio) espresse in un
circuito di giudizi e considerazioni, di percorsi interiori, in un tempo
trascorso nella sua durata autentica, il sogno appunto. Fasce ondulate, forme
di geometria semplificata, ridotta ad armonia di archetipi, grazie ai colori
che sfumano l'un l'altro, in arcobaleni di luce. Immagini rapide, il cielo, la
terra e ciò che sta nel mezzo si mescolano e fanno atmosfera. Figure
emblematiche, architetture immaginarie, emozioni subitamente risolte, sequenze,
fantasie poetiche, ricordi, tengono all’erta la nostra attenzione, impegnano il
nostro sguardo da spettatori.”
Giulio Gasparotti – 2002
“Delicata tavolozza. Aerei movimenti di
donne segnati da campi di colore: talvolta con collage di foglie. E la donna
diviene – in un percorso simbolico – madre che custodisce la vita: perde forse
in movimento, ma acquista in profondità e in poesia. E in fine quella figura di
madre prelude a Maria, alla madonna riproposta in varie guise leggiadre e
simboliche: Madre della Speranza, a Regina della Pace, a Madre luce di
Cristo…finchè non giungono tocchi d’oro sulla tela a sottolinearne il mistero.”
Mons. Giangiulio Radivo - 2003
“L’esposizione pittorica di Anna Stevani è
originale e interessante sia per l’aspetto tecnico e cromatico, sia,
soprattutto, per le tematiche trattate. Sul piano specificatamente tecnico, si
tratta infatti, di composizioni eseguite prevalentemente ad olio su tela (
alcune con tecniche miste). Assai importante e emozionante è per Anna Stevani
il colore, nelle sue gradazione e intensità tonali, nei suoi accostamenti che si
vanno creando via via col procedere della creazione artistica. Il cromatismo,
infatti, è un linguaggio di notevole intensità espressiva, che riesce a
trasmettere con immediatezza i messaggi più intimi, a volti inconsci espressi
nell’opera. Le opere di Anna Stevani non sono composizioni spontanee, create di
getto; esse sono invece, frutto di riflessione: si parte da una idea iniziale
che, con sapiente tecnica pittorica, viene realizzata attraverso la sinuosità
della linea leggera e vibrante, la delicatezza cromatica che denota armonia e
serenità. E l’idea della singola opera rientra nel progetto più ampio e
complesso, inteso a realizzare un discorso unitario. Le opere sono accompagnate
da poesie scritte dalla poetessa Tarcisia Delrio, che attraverso le parole
coglie ed esprime sinteticamente il messaggio essenziale, già espresso dalla
pittrice. Due linguaggi diversi per esprimere gli stessi temi e soprattutto gli
stessi sentimenti, frutto sovente di esperienze personali.Sul piano del contenuto, poi, le opere
offrono l’occasione e lo stimolo a sviluppare un percorso di vita, un discorso
centrato prevalentemente sulla donna, il cui processo di liberazione, sia
interiore sia sociale, trova pieno compimento attraverso una presa di coscienza
graduale.”
Lucia Lombardo - 2003
“L’evoluzione del linguaggio espressivo di Anna Stevani è inserita nel
processo che partendo da sollecitazioni esterne raggiunge un’indipendente
immagine pittorica.
La figura reale viene idealizzata e
scomposta attraverso linee che si intersecano e formano strutture complesse e
semplici allo stesso tempo, e cioè partendo dal concreto l’artista distrugge la
realtà come noi siamo abituati a vederla, per sintetizzarla e renderla
personale. La sua ricerca si basa sulla razionalità per sprigionarsi nella
fantasia e creatività. La tematica si rinnova di continuo e il discorso
propositivo è esplicito.
L’artista si serve di un simbolismo semplice e leggibile a tutti e da
tutti compreso. Gli occhi dello spettatore sono subito attratti dalla o dalle
figure, e in un secondo momento si posano sullo sfondo per cercare di
determinare una relazione fra lo sfondo stesso e la figura.Nei quadri di Anna Stevani raramente si vedono colori puri; normalmente
la ricerca armonica dei cromatismi la porta a mescolanze multiple di estrema
delicatezza.L’apporto inoltre di materiali in sottile rilievo o di collage rendono
le opere ancor più interessanti in quanto il loro impiego e stilisticamente
coerente e in perfetta sintonia con l’operato pittorico.”
Giorgio Pettner